E chi, chi sarà mai / Il buttafuori del sole / Chi lo spinge ogni giorno sulla scena alle prime ore.
(Il cantico dei drogati, De André)
C’è in giro una gran voglia di alieni. Negli Stati Uniti c’è stata l’audizione al Congresso di tre piloti della Marina che “hanno sperimentato direttamente fenomeni aerei non identificati”. In Messico il Parlamento ha sentito alcuni esperti provenienti da Stati Uniti, Giappone e Brasile, che hanno esposto le loro teorie sull’esistenza degli extraterrestri. In particolare il giornalista José Maussan ha presentato due scatole con presunte mummie trovate in Perù, che lui e altri considerano “esseri non umani che non fanno parte della nostra evoluzione terrestre”.
L’essere umano vive due drammi. E’ l’unico animale del Creato ad essere lucidamente consapevole della propria fine, l’altro dramma glielo crea lo stesso Creato, cioè il terrore di essere soli in questo inesplicabile Universo.
Negli anni Cinquanta c’erano i “marziani”. Poi, con i robot, su Marte ci siamo andati e di marziani non ne abbiamo trovati. L’unico marziano realmente esistito è quello di Ennio Flaiano (Un marziano a Roma).
Ci sono poi dei film che testimoniano questa angoscia. Star Trek che perlomeno era divertente perché faceva vedere gli alieni in forme molto vicine a quelle umane, solo un po’ distorte (grandi orecchie e simili) esseri che facevano cose del tutto improbabili come nei film di Maciste dove il protagonista solleva pesi impossibili. Il che mi ricorda delle scene che ho visto spesso sulle piazze di Genova e di Torino. C’era un forzuto energumeno con davanti un sasso enorme e diceva agli spettatori: “scommettete che solleverò questo sasso?”. Intanto si faceva dare l’obolo. Riusciva a portare le cose talmente per le lunghe che la gente se ne andava e il sasso lui non lo sollevava, però l’obolo l’aveva già intascato. Un genio. Di geni di questo genere, capaci di inventiva, di “creatività” come si dice oggi dove la creatività è scomparsa dalla faccia della terra tranne che nel marketing pubblicitario, ce n’erano altri che operavano però con modalità diverse come quel tale che si era inventato una medicina che guariva tutte le malattie e che aveva chiamato “Turlupindone B12” e il giornale di mio padre, il Corriere Lombardo, titolò “Turlupinati col Turlupindone”. Insomma il tipo era stato onesto, se uno era così idiota da farsi turlupinare, beh cazzi suoi. Un predecessore di Wanna Marchi. Spettacolare, nel suo programma, era il mago brasiliano Do Nascimento. I telespettatori lo interpellavano ansiosamente soprattutto sulla salute e lui diceva “non sente un dolore alla spalla?”. “Ma per la verità non sento nulla alla spalla” ma Do Nascimento insisteva finché la tipa, in genere erano donne, si faceva sedurre (il fascino di Do Nascimento era irresistibile) e tornava a casa convinta di essere malata.
Film più sofisticati che si sono occupati degli alieni, in modo per così dire ideologico, sono Star Wars e l’insopportabile E.T di Spielberg (“Spielberg guida alla riscoperta dei sentimenti” scrivevano i giornali, ma andiamo).
E’ possibile che nel Cosmo ci sia stata in passato della vita ed è possibile che ci sarà in futuro. Quel che è impossibile è che in tempi cosmici, che si misurano in miliardi di miliardi di anni, queste vite si presentino contemporaneamente. E’ una di quelle equazioni all’ennesima potenza che hanno sempre fatto impazzire i cosiddetti scienziati.
Intanto qui sulla terra la vita, quella vera, è diventata impossibile. Cambiamenti climatici spaventosi, ghiacciai che si sciolgono, mari che si alzano, specie che si estinguono, eventi di straordinaria e avversa potenza in attesa che la razza umana ritrovi il senno e la smetta di inseguire le crescite esponenziali che esistono in matematica non in natura per cui ci toccherà ricominciare tutto da capo, dando origine, speriamo, ad un nuovo Medioevo.
Ma torniamo alla nostra solitudine. Dobbiamo rassegnarci, come canta Don Backy che si sente “una nullità in questa grande immensità”.
Il Fatto Quotidiano, 14.10.2023
La guerra israelo-palestinese è molto più pericolosa di quella russoucraina. E’ accertato che dietro l’aggressione di Hamas agli eterni aggressori c’è l’Iran, non solo ideologicamente (il Parlamento iraniano ha inneggiato pubblicamente a questa azione, il governo è stato solo un po’ più cauto) ma praticamente fornendo ai guerriglieri di Hamas mezzi di terra, oltre che droni, che hanno sfondato la linea di confine, cosa inaudita, mai avvenuta in precedenza in questa misura, al massimo Hamas era riuscita a penetrare in Israele con due o tre uomini subito freddati.È
Adesso gli Stati Uniti, che per ora hanno fornito agli israeliani munizioni per il sistema anti missili, mentre la portaerei USS Gerald Ford si sta dirigendo minacciosamente verso le coste palestinesi, avranno buon gioco e buon pretesto per attaccare l’Iran che vogliono spazzar via dalla faccia della terra da quando nel 1979 l’Ayatollah Khomeini scalzò lo Scià di Persia che era totalmente ai loro ordini. Del resto i Pasdaran iraniani, e lo stesso Iran, sono nell’”asse del Male”, perché tutti gli avversari dell’Occidente sono “terroristi”, da Putin ai Talebani parecchi dei quali marciscono ancora nella prigione di Guantanamo.
Colpisce, e lo hanno sottolineato tutti, che l’intelligence israeliana, considerata la più efficiente del mondo, si sia lasciata sorprendere in questo modo. E che di sorpresa si tratti lo dimostra anche il fatto che da alcuni mesi il governo israeliano aveva lanciato una campagna per incoraggiare il turismo verso Israele, dove peraltro, a parte Gerusalemme, eternamente contesa fra le tre religioni monoteiste, c’è ben poco da vedere se non le suggestioni lasciatevi da Cristo, il giardino degli Getsemani, il Calvario dove fu crocefisso Gesù sotto la pressione degli ebrei mentre il governatore della Giudea Ponzio Pilato, che aveva cercato in tutti i modi di salvare Cristo, dovette alla fine cedere alla furia degli energumeni. Una ferita che non si è mai rimarginata e che i cristiani di tutto il mondo, compresa la cattolica Italia, dovrebbero ricordare adesso che si sono riaccese le guerre ideologiche e di religione, che non è “l’oppio dei popoli” come sosteneva Marx, ma è la madre di quasi tutte le guerre.
Anche la risposta dell’esercito israeliano è stata debole, a fronte di quasi mille vittime israeliane fra militari e civili (bilancio provvisorio, perché il pezzo è stato pubblicato con un paio di giorni di ritardo) ci sono 490 caduti palestinesi, mentre di solito la proporzione è più che invertita, per un paio di israeliani morti in un raid si fanno nella Striscia di Gaza almeno una ventina di vittime civili sparando “a chi cojo cojo” col pretesto di uccidere i guerriglieri. Ed è molto probabile, se non sicuro, che la rappresaglia di Tel Aviv sarà durissima, diretta non solo a pareggiare i conti ma, in questo macabro calcolo, a superarli di molto. Inoltre, il ministro della Difesa Yoal Gallant ha annunciato: “il taglio delle forniture di elettricità, cibo, carburante, tutto è chiuso”. Come si vede la politica di strangolamento, soprattutto per quello che riguarda il cibo, non la fa solo Putin.
Infine non si può poi dimenticare che Israele ha la Bomba e che se fosse messo alle strette non esiterebbe a usarla, visto che i suoi strettissimi alleati americani l’hanno utilizzata a Hiroshima e Nagasaki quando il Giappone era in ginocchio e loro alle strette non erano affatto.
C’è poi l’Arabia Saudita, punta di lancia degli americani in Medio Oriente, che proprio di recente aveva intessuto, per la prima volta nella storia, rapporti con l’arcinemico Israele. Che farà poi la Turchia di Erdogan che, stando nella Nato, è un’ambigua alleata degli Stati Uniti ma persegue una sua propria politica in Medio Oriente?
Insomma è iniziata veramente “la guerra dei mondi”. Allegria.
Il Fatto Quotidiano, 11.10.2023
La sentenza con cui il Tribunale di Catania, nella persona del giudice Iolanda Apostolico, non ha convalidato il trattenimento di tre migranti tunisini, ha suscitato un putiferio. Contro la sentenza si sono scagliati i berluscones di tutte le risme e anche non strettamente berlusconiani, come la premier Giorgia Meloni, che dovrebbe conoscere i fondamentali della democrazia. Secondo la classica definizione di Montesquieu in democrazia esistono tre Poteri, distinti per funzioni e indipendenti l’uno dall’altro: il potere esecutivo che decide i provvedimenti concreti, il potere parlamentare che controlla politicamente le decisioni dell’esecutivo e il potere giudiziario che controlla che le leggi approvate dal Parlamento e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale non contrastino, dal punto di vista della giurisdizione, queste stesse leggi. Inoltre ha il compito di dare stabilità all’intero sistema, nel penale e nel civile, regolando i rapporti tra i cittadini, sancendo quali abbiano violato le leggi e quali no. In altri termini se io ho violato norme del codice penale o di quello civile devo essere punito nel più breve tempo possibile. Se sono stato accusato ingiustamente devo essere assolto nel più breve tempo possibile. Purtroppo in Italia i tempi del processo hanno una durata da plantigradi. Ed è questo il vero, grande, problema della Giustizia italiana, non la “terzietà” dei giudici o la composizione del Csm.
Sulla personalità della Apostolico i giornali berluscones, ma anche non berluscones, si sono accaniti andando a scovare sui social network le dichiarazioni della magistrata e le sue intuibili predilezioni ideologiche. E qui hanno ragione perché il magistrato, come la moglie di Cesare, non solo deve essere onesto ma deve anche apparire onesto. Purtroppo in quest’Italia, che è la madre del Diritto ma se lo è dimenticato, i magistrati non sono più quelli di un tempo che parlavano solo “per atti e documenti” e stavano molto attenti anche alle loro relazioni personali. Giustamente il Codice di Alfredo Rocco, che sarà stato pure fascista ma era un grande giurista, fa riferimento agli Uffici (la Procura della Repubblica di, il Tribunale di, eccetera) e non al singolo magistrato. Perché il magistrato può essere anche ineccepibile, ma avrà pur sempre una moglie, dei figli, degli amici e quindi è attaccabile, la funzione no. Non per nulla, da ultimo, i giornali sono andati a ravanare sui comportamenti del marito della Apostolico.
Ma la questione, da più di un quarto di secolo, è tutta un’altra. E parte da quando i magistrati milanesi di Mani Pulite, nel periodo ‘92-’94, chiamarono la classe dirigente politica e imprenditoriale al rispetto di quelle leggi a cui tutti noi cittadini siamo obbligati (prima le inchieste più scottanti per i politici e i “colletti bianchi” finivano alla Procura generale di Roma, detta anche “il porto delle nebbie” e nella nebbia sparivano). Dopo un primo periodo di euforia (editoriale di Paolo Mieli sul Corriere, “dieci domande a Tonino”, come se ci avesse mangiato insieme a Montenero di Bisaccia) nel giro di pochi anni i veri colpevoli divennero i magistrati e i ladri le vittime e spesso giudici dei loro giudici. Antonio di Pietro, che era il più visibile perché aveva condotto gli interrogatori trasmessi anche dalla televisione in “Un giorno in pretura”, fu il più bersagliato. Subì sette processi da cui venne regolarmente assolto. In uno di questi processi Silvio Berlusconi, il più mascalzone di tutti i mascalzoni, intervenì su due personaggi perché testimoniassero contro Di Pietro. I personaggi furono condannati ma Berlusconi, del tutto incongruamente, assolto grazie ad una delle sue tante leggi “ad personam”. Che poi divennero “ad personas” perché bisognava salvare anche i “colletti bianchi”. Ed è più di un quarto di secolo che c’è una lotta all’arma bianca della classe dirigente contro la Magistratura. Basterà ricordare, fra tutti gli esempi che si possono fare, che Berlusconi premier affermò in terra di Spagna che Mani Pulite era una “guerra civile”. Si è creato così nel tempo, come dimostrano anche gli ultimi provvedimenti del governo Meloni, un doppio diritto, uno per lor signori e uno per il cittadino comune. Per sintetizzare e semplificare basta la dichiarazione di madama Santanché che per i delitti da strada, quelli commessi in genere dai poveracci, vuole “galera subito e buttare via le chiavi”. La spiegazione che si dà a questo “doppio diritto” è che i delitti da strada creano allarme sociale. E certamente il borseggio di una vecchietta è cosa grave, ma una bancarotta fraudolenta mette sul lastrico cento vecchiette che hanno affidato i loro soldi a quel covo di canaglie che sono le Banche. Insomma è la solita, sfacciata, infame, sporca giustizia di classe.
L’appoggio della collettività a Mani Pulite fu sgretolato: Di Pietro fu infamato, Feltri comprato, Bossi innocuizzato sbandierandogli sul muso i reati di opinione che aveva commesso (“vilipendio alla bandiera”, eccetera), Gianfranco Funari che era stato protagonista di quella stagione irripetibile fu costretto alla ridotta di Odeon.
Ma il mio slogan è e resta: ”toglietemi tutto, tranne Antonio Di Pietro”, yeah!.
Il Fatto Quotidiano, 6.10.2023